Il mito della luce

 

Arianna è la figura mitologica che, innamorata del suo Teseo, lo aiuta a trovare la strada per arrivare al confronto con il Minotauro per uscire dal labirinto.
Passano una notte d’amore sulla spiaggia di Nasso ma poi Teseo, che era un guerriero, la abbandona nell’isola. (Proprio da questa leggenda nasce la frase “piantata in asso” che correttamente è “piantata in Nasso”, l’isola in cui Arianna è stata piantata da Teseo).
Arianna rimane nella spiaggia di Nasso a piangere disperata, il Dio Bacco la vede e si innamora follemente di lei, perché Arianna era bellissima. Arianna, ancora disperata non ne vuole sapere, e allora Bacco si fa forgiare da Efesto un diadema con i diamanti più brillanti, le gemme più preziose e l’oro più luccicante e la fa donare per mano della dea dell’Amore ad Arianna che a quel punto si innamora follemente di Bacco.
Vivono tutta una vita insieme, Arianna però era mortale e il giorno in cui lei muore Bacco prende il diadema che le aveva regalato e lo lancia nel cielo. Si dice che da questo diadema sia nata la costellazione della corona boreale, una delle più luminose nel cielo di primavera.

 

Il mito di Arianna racconta dell’intelligenza e della tecnica che vincono l’oscurità, dell’amore per la bellezza che rende il mondo migliore, della luce che illumina il cielo nella notte.

Da quel mito fondante per la cultura occidentale della tecnica Arianna ha tratto ispirazione per raccontare un impegno quotidiano nella ricerca e nell’innovazione orientate alla qualità della vita, alla salvaguardia dell’ambiente e al risparmio energetico.

Al mito si ispira la missione di questa impresa: illuminare il buio con la bellezza.